NotoInformazioni turistiche per le vostre vacanze a Noto.Le numerose necropoli rinvenute sull’altipiano dell’Alveria testimoniano l’esistenza della città di Noto fin dall’epoca preistorica. La leggenda vuole che vi sia nato
Ducezio, re dei Siculi, e che l’abbia fortificata per difenderla dai Greci. E’ in questo territorio che, tra il XVIII e il XV sec. A. C., si sviluppa la “civiltà del Castelluccio” capace di produrre oggetti in ceramica così pregiata da essere diffusi in gran parte della Sicilia.
L’attuale centro sorge circa 15 km più a valle; la sua ricostruzione è opera di abili architetti e operai che, grazie all’ingegno e alle notevoli capacità artistiche, creano il gioiello che l’umanità intera oggi può ammirare. Il “Giardino di Pietra”, come viene definita la città di Noto, risente l’influsso culturale dell’epoca tardo Barocca così che le nobili famiglie gareggiano nella costruzione di enormi palazzi addobbati in modo sfarzoso. Lentamente la città riacquista il suo splendore e l’importanza d’un tempo fino a che, nel 1865, Siracusa viene elevata a capoluogo di provincia e sede dei più importanti uffici amministrativi. Oggi Noto rivive la sua floridezza grazie alla riscoperta e alla valorizzazione del suo glorioso passato;
molti turisti vi trascorrono le loro vacanze.
Maggiori informazioni su Noto |
|
![]() |
|
Riserve Naturali
Itinerari
Nel 450 a. C. la città viene occupata dai Greci e, durante il regno di Ierone II, a seguito di un accordo con Roma, passa sotto il dominio romano e diviene “città federata” (esentata dal pagamento delle tasse).
Particolarmente florida e produttiva, Noto raggiunge il suo massimo splendore durante il dominio Arabo (866 d. C.); questo popolo, per esigenze amministrative, divide l’isola in tre grandi valli, Val di Noto, Val di Mazara e Val Demona, elevando la città di Noto a Capovalle, con conseguente impulso economico e commerciale. Durante i domini Normanno e Aragonese, si rafforza l’economia di questo centro che prospera anche in ambito culturale tanto da meritare il titolo di “Urbs ingeniosa” grazie ai suoi illustri figli quali Aurispa, Carnilivari e Barbazio. Ma, ahimè, il terrificante
